L'incanto della luce blu e la fotografia alla camera
residenza d'artista
Sulle rive del fiume Erve, a Sablé-sur-Sarthe, l’Atelier Malicot custodisce una memoria architettonica e visiva rarissima: eretto nel 1899 dal fotografo Joseph Malicot, lo studio conserva la sua originaria struttura in ferro e vetro, caratterizzata dalle celebri vetrate blu. Questa peculiare scelta cromatica di fine Ottocento rispondeva alla necessità fisica di filtrare la luce solare e favorire la massima risposta delle emulsioni argentiche durante le lunghe pose d'atelier. Nella primavera del 2024, in occasione del festival Photographie de rue à la chambre, siamo state invitate ad abitare questo spazio di luce e quiete come residenza di ricerca e creazione, riportando la nostra pratica a diretto contatto con le origini del ritratto alla camera ottica. Abitare l'atelier di Sablé ha rappresentato un fecondo cortocircuito metodologico: collocare la nostra camera oscura portatile in legno sotto le storiche campiture vitree dell'Ottocento ha fatto dialogare la monumentalità stanziale della posa di fine secolo con il nomadismo della minutera contemporanea. Tra il mormorio delle acque dell'Erve e il silenzio concentrato del banco ottico, l’azione fotografica e la cura curatoriale si sono unite nell'ascolto delle comunità locali, fissando sui sali d'argento i volti e le storie minime del territorio. L'esperienza presso l'Atelier Malicot, preservato grazie a un esemplare restauro conservativo, riafferma il valore della memoria come materia vivente e accessibile. In quel riverbero ceruleo in cui la chimica incontra l'attesa, la nostra ricerca sul campo ha rinnovato la propria radice: sottrarre il visibile alla fretta dell'istante per restituire all'immagine la sua consistenza tattile, il suo profumo di legni e reagenti, e la sua capacità di farsi custode duratura del tempo.
"In quel colore blu resta la poesia di un luogo incantevole, un omaggio alla bellezza che non accetta di scomparire."
