Archivi dell'immaginazione
di Maria Di Pietro
Ogni atto di custodia è, nella sua essenza più profonda, un atto di interpretazione. Se gli archivi storici e i fondi fotografici nascono per preservare l'evidenza materiale del passato, documenti, tracce fisiche, testimonianze del vissuto, la loro vera natura si rivela nell'incontro con lo sguardo che li interroga. Ciò che scegliamo di proteggere, i criteri con cui ordiniamo i frammenti e le parole che adoperiamo per descriverli rivelano la nostra postura etica nel presente: se il rigore conservativo costituisce il pilastro della memoria storica, la visione poetica è ciò che restituisce all'immagine il suo respiro, trasformando il reperto in racconto, emozione e possibilità di futuro. Il percorso di ricerca reinventare custodendo muove da questa consapevolezza: non limitarsi a preservare il già stato, ma accoglierlo come materia viva e palpitante. Gli archivi non sono depositi sigillati di certezze definitive, bensì dialoghi aperti e sospesi tra ciò che è trascorso e le domande che il nostro tempo pone loro. Attraverso la materia della fotografia argentica e la cura della scrittura, tessiamo un legame continuo tra i volti, le voci, la luce impressa e la carta, consentendo a nuove narrazioni di fiorire tra le pieghe del tempo e restituendo dignità e risonanza a ogni frammento salvato dall'oblio.
Archivio Parisio Napoli
