Un libro tra le mani. Emily Dickinson, Poesie
Noi che abbiamo l’anima
moriremo più spesso.
Emily Dickinson
Emily Dickinson è un universo raccolto in una stanza. Una poetessa che ha saputo rendere vasto ogni gesto minimo, solenne ogni dettaglio. Le sue poesie non gridano, non impongono, ma sussurrano all’anima. Sono piccole epifanie che contengono interi mondi. Leggere Dickinson significa entrare in un tempo sospeso, dove la punteggiatura diventa respiro, e le maiuscole delle parole sembrano petali da cogliere uno a uno. Questa raccolta – qualunque sia l’edizione che si scelga – è un atlante dell’interiorità: amore, morte, natura, Dio, solitudine, speranza, tempo. Ogni poesia è un sismografo che registra scosse invisibili del cuore. Nella sua camera di Amherst, Emily ha costruito una cattedrale fatta di versi brevi, in cui si entra in punta di piedi. La sua scrittura è fatta di ellissi, trattini, intuizioni: non si spiega, si ascolta. Leggerla prima di un viaggio, durante una camminata in un bosco, davanti a una finestra in autunno, significa riportare alla luce una voce che non ha mai smesso di parlare, come il vento tra i rami.
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte – eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
Per approfondire “Emily Dickinson. Vita e poesia” di Lyndall Gordon (Donzelli editore) – una biografia intensa e documentata, che racconta la forza silenziosa di una donna che scelse la clausura per affacciarsi sull’universo.
“Non sapendo quando l'alba possa venire lascio aperta ogni porta, che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia.”
Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato.
Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci.
Non si chiude un abisso con l’aria.
𝘌 𝘷𝘦𝘯𝘯𝘦𝘳𝘰 𝘢 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘤𝘪 𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘦 𝘭𝘶𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘦 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥’𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦.
Un libro da leggere e comprendere tutto il suo amore per i giardini: Emily Dickinson e i suoi giardini, Ippocampo Edizioni, 2022 – a cura di Marta McDowell. Emily Dickinson scriveva come si cura un giardino: con dedizione, solitudine, meraviglia. Questo libro illustrato – raffinato, documentato, poetico – è un viaggio tra le stagioni interiori della poetessa e il suo legame profondo con la natura. Per Emily, ogni fiore era una parola, ogni pianta una visione, ogni seme una possibilità. Emily Dickinson si legge come si percorre un sentiero tra iris, tulipani e narcisi. L’autrice Marta McDowell intreccia biografia, botanica e letteratura in un racconto visivo che ci accompagna nell’erbario poetico di Dickinson: le serre del padre, il giardino della casa di Amherst, le lettere piene di fiori. Le immagini d’epoca, i disegni botanici, i versi scelti con cura: tutto in questo libro invita a rallentare, ad ascoltare il respiro della terra e quello della poesia. Perfetto da tenere sul tavolo in primavera, accanto a una tazza di tè e un quaderno da scrivere.
da leggere con un quaderno bianco e un piccolo mazzo di fiori secchi, avrete voglia di lasciare traccia dei vostri pensieri.
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